Probabilmente ha visto il passaggio dell’erede al trono, l’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria-Este (trucidato poi a Sarajevo nel ’14), in occasione del viaggio inaugurale della ferrovia Transalpina, avvenuto alle 5 del pomeriggio del 19 luglio del 1906. È un Cercis siliquastrum, un albero di Giuda così chiamato, perché la tradizione vuole che a uno dei suoi rami il dodicesimo apostolo si sia impiccato, preda del rimorso. Una tradizione dovuta probabilmente al fatto che questa pianta è diffusissima nelle regioni aride del medio oriente, a merito delle sue qualità intrinseche: vive di niente e di pochissime cure ha bisogno.
L’albero «asburgico» si trova a nord della stazione, in un piccolo spazio a verde arredato con una fontanella (senz’acqua) e una paio di panchine. Alla sua ombra ci si sedeva d’estate, quando la temperatura sotto il portico era troppo alta. È il motivo per il quale l’amorevole cura dei tanti ferrovieri succedutisi nel tempo (austroungarici prima, poi italiani e oggi sloveni), mediante l’incravattamento del tronco con cinghie di ferro (nella foto di Paolo Pischiutta) ha salvato da morte sicura questa pianta secolare e caparbiamente aggrappata alla vita, chissà quando spaccata in tutta la sua altezza da un fulmine o forse, da una forte ventata proveniente dalla valle dell’Isonzo. Tanti auguri anche a quest’albero «ferroviario» per altri cent’anni di vita.
Diego Kuzmin Il piccolo 16/07/06 www.ilpiccolo.it
L’albero «asburgico» si trova a nord della stazione, in un piccolo spazio a verde arredato con una fontanella (senz’acqua) e una paio di panchine. Alla sua ombra ci si sedeva d’estate, quando la temperatura sotto il portico era troppo alta. È il motivo per il quale l’amorevole cura dei tanti ferrovieri succedutisi nel tempo (austroungarici prima, poi italiani e oggi sloveni), mediante l’incravattamento del tronco con cinghie di ferro (nella foto di Paolo Pischiutta) ha salvato da morte sicura questa pianta secolare e caparbiamente aggrappata alla vita, chissà quando spaccata in tutta la sua altezza da un fulmine o forse, da una forte ventata proveniente dalla valle dell’Isonzo. Tanti auguri anche a quest’albero «ferroviario» per altri cent’anni di vita.
Diego Kuzmin Il piccolo 16/07/06 www.ilpiccolo.it
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categoria:100 anni di transalpina
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