domenica, 16 luglio 2006

Ponte di SalcanoProiezioni stasera e domani alle 21.30 sul piazzale della Transalpina, a cavallo della frontiera: proiettore da una parte, schermo dall'altra e in mezzo gente festante. Era già successo, anni fa, ma allora persisteva la rete e l'iniziativa assumeva un significato provocatorio. Oggi invece si vuole semplicemente festeggiare, al filtro del cinema, i «100 anni di Transalpina». Fra cinema e ferrovia è sempre stato amore a prima vista e lo stesso spettacolo cinematografico è nato con il treno dei fratelli Lumière che, nel dicembre 1895, turba gli spettatori convenuti nella sala parigina per l'esibizione della nuova meraviglia tecnica. Dallo schermo l'immagine della locomotiva sembrava prolungarsi ed investire il pubblico. E furono sconvolgimento e paura. Quella sequenza, «L'arrivo del treno alla stazione della Ciotat», apre l'odierno programma serale: dura un solo misero minuto ma segna il certificato di nascita di una nuova arte.
«I funerali di Francesco Ferdinando», uno spezzone di cinque minuti di produzione francese, 1914, documenta il ritorno in Austria del principe ereditario assassinato a Sarajevo: sul telegrafo della Transalpina erano transitate le prime notizie, sui binari, da Trieste in poi, la salma.
Alla stazione goriziana della Transalpina venne interamente girato nel 1959 un lungometraggio sloveno, «Tre quarti di sole», che racconta il triste ritorno dai campi di concentramento dei deportati; autore il triestino Joze Babic, regista teatrale e cinematografico, fondatore del teatro stabile di Nova Gorica. Stasera se ne potranno vedere alcune sequenze, dieci minuti in tutto.
Pezzo forte della serata, 75 minuti di durata, è poi «La saga della Transalpina», parte seconda, un documentario tedesco del 1991 che descrive il tratto ferroviario da Jesenice alla stazione triestina di Campo Marzio. In conclusione «Abissinia» (1999, 17 minuti) di Karpo Godina, affettuosa rivisitazione della ferrovia parenzana, che proprio dalla stazione di Campo Marzio partiva, e «Once upon a Time» (1988, 16 minuti) di Ales Verbic, viaggiatori in una ferrovia immaginaria, simile a quelle messe in scena nei film di Sergio Leone.
I materiali filmati, sia quelli di stasera che quelli in programma domani, pur nelle differenze d'origine, di funzione e d'epoca, restituiscono il fascino di una linea ferroviaria che collegava Europe diverse. Ne parla anche Joseph Roth in un suo racconto: «I direttissimi andavano verso il sud, a Trieste, in Riviera. E il sud era più di una semplice indicazione geografica. Il sud era il mare, un mare di sole, libertà e felicità».
Sandro Scandolara    Il Piccolo 16.07.06  www.ilpiccolo.it

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categoria:100 anni di transalpina